Il contenuto è sciocco e tenta in modo eccessivo di essere divertente.

Qualcosa è cambiato nel sistema di segnalazioni del nostro caro Facebook. 

In questi primi anni social siamo stati abituati a segnalare per pochi motivi, ma difficilmente discutibili: account hackerato, furto d’identità, spam, minacce realistiche contro persone, cose o animali, post con contenuti che fanno pensare al suicidio o al maltrattamento di sé, discorsi di odio o sessualmente espliciti. 

Questo schema del 2012 fa un’ottima sintesi di come funzionassero le vecchie segnalazioni:

segnalazioni facebook

 

Ecco, adesso se pensate che per tenersi lontano dalle segnalazioni basti essere un utente social che non crea problemi a nessuno, non minaccia gli altri utenti, non fa discorsi di odio e non spamma…beh vi sbagliate. 
La nuova geniale idea del team di Zuckerberg – avvenuta con la riorganizzazione del sistema segnalazioni – è quella di inserire un nuovo elemento a sorpresa: la soggettività.

Se spam, minacce, discorsi di odio e furti di identità sono cose su cui ci si può oggettivamente trovare d’accordo, soprattutto in uno strumento in cui da definizione le regole della società sono ben solidificate, adesso si può segnalare in base al gusto personale, più specificamente al senso dell’umorismo.

Veniamo ad un esempio concreto. Vi trovate un post che pretende di essere divertente, tipo questo:

segnalazione capo 1 (nota bene: in foto non c’è Daniele, quello è Steven Seagal) 

Ora, il nostro buon Tranelli non trova affatto divertente la battuta necrofila, e decide di segnalare il post.
Ma per cosa possiamo segnalare Daniele? Minacce? Spam? Incitamento all’odio?
No!

Se eravate persone abituate a segnalare, anche solo per divertimento (si, io mi diverto a segnalare a caso le persone solo per farle rosicare.) sapete che questa rosa di scelte creava dei problemi. E’ inutile segnalare un post se poi chi si dovrebbe incaricare della rimozione e dell’eventuale ban non troverà riscontri tra il motivo della segnalazione e il post segnalato.

Ma ora che le cose sono cambiate, vediamo cosa offre la casa…

segnalazione capo 2 Beh mi da fastidio, e non è nemmeno interessante.

segnalazione capo 3 Il contenuto è sciocco e tenta in modo eccessivo di essere divertente.

Ok, continua.

segnalazione capo 4  Oooh, da adesso cercheranno di mostrarmi post migliori.

C’è per caso un omino di Facebook incaricato di vedere tutti i post del mio newsfeed, che legge ogni battuta viene postata e la giudica in base al mio gusto?

La questione è surreale, prima di tutto perché è surreale il sistema in sé: si chiama “il mio diario”, ci scrivo ciò che voglio. Anche qualora fosse la mia bacheca, o muro, o tutte le definizioni che ha avuto negli anni. E se la casalinga di Voghera ha 40 anni di differenza con me e non capisce l’umorismo – essendo nata e vissuta in contesti socioculturali diversi – che utilizzo abitualmente con la mia stretta cerchia di amici, perché devo essere segnalato?
Io segnalerei tutti quelli che mettono l’oroscopo di Internazionale dichiarando il proprio amore per Rob Brezsny, che sono una buona percentuale dei miei contatti, ma saranno pure liberi di farsi piacere l’astrologo che gli pare?!

Secondo poi, perché come al solito questo sistema considera solamente i detrattori. 
Il suddetto post aveva 8 like. Qualora grazie alla mia segnalazione venisse rimosso, tra otto persone che ne godono e una che storce il naso viene favorita quest’ultima. 

Certo, nel caso di minacce o istigazione all’odio razziale questa misura è anche giustificabile. Nessuno vuole che i social network siano i focolari di odio che stanno diventando, quindi se un post che incita allo sterminio di una razza prende 80000 like e viene cancellato dopo 100 segnalazioni possiamo essere d’accordo (solo sull’esempio, non sul principio, altrimenti democrazia della rete diventa un termine relativo, imborghesito da una serie di filtri derivanti da sovrastrutture mentali). 
Ma sul fatto che un contenuto pretenda di essere divertente non ha alcun senso la segnalazione.

Anche perché, probabilmente, invece del ban questo tipo di segnalazioni influiscono sulla presenza nei newsfeed dell’utente segnalato. Ma chi ha diritto a vedere ridotta la propria esperienza social sulla base dei gusti personali di altri utenti che potrebbero semplicemente ignorare i post altrui, invece che segnalarli?

Ogni contenuto divertente può essere ritenuto un contenuto sciocco che pretende di essere divertente. 
Conosco persone che pretendono di essere divertenti facendo battute insipide su personaggi di serie tv di serie B.
Conosco altre persone che pretendono di essere divertenti qualsiasi cosa scrivono.
Io, invece, sono il mio utente preferito.

Fate voi.

 

 

 

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