Account anonimi che cercano di vendere like finti ad utenti fake per promuovere libri inesistenti.

Esistono storie che non esistono, diceva qualche anno fa Maccio Capatonda.

Questa storia invece esiste, ma tutti i suoi elementi sono fittizi.

Qualche tempo avevo creato una pagina che annunciava l’uscita del libro di Lucio Zuffianò – il fake fascista ex-ultras della Lazio – “Essere laziali oggi“. Nella pagina c’è anche un estratto del libro che racconta di quando Lucio andò allo stadio il 14 maggio 2000, e il racconto di come visse lo scudetto laziale.
Un’esperienza non vissuta. Completamente inventata.

Dopo aver creato la pagina ho invitato tutti gli amici degli altri miei fake, compresi quelli di Marika.

Uno di questi, un account che promuove eventi in discoteca (ma come!? non era impossibile questo? Facebook non era una comunità di persone reali per cui Tranelli non poteva avere un nome falso, e Asterisco Correttivo non poteva esistere?!) contatta direttamente la pagina attraverso un messaggio privato proponendo di accrescere in 24 ore il numero dei “mi piace” per far apparire la pagina più allettante.

Dell’esistenza dei like finti ne ero a conoscenza da tempo, ma mai mi era capitato che mi venissero proposti da un sedicente ufficio di Comunicazione e Marketing di una organizzazione di eventi.

Per chi avesse poca voglia di leggere tutto, proponeva di farmi avere dai 1000 ai 2000 like a cifre tra i 20 e i 25 euro, riempiendo la proposta di retorica sull’importanza dell’apparenza.

Roma discoteche 1

La mia risposta era dovuta al fatto che sapevo per certo che fosse possibile comprare 5000 like finti a 5$, cioè più del doppio a meno di un quinto del prezzo.

Giunto a questo punto lo contatto in contemporanea con Marika, chiedendo se quei like erano veri, perché con l’amico Lucio – gestore della pagina da lui contattata – stava nascendo un acceso dibattito se valesse o meno la pena spendere questi soldi. Gli chiedo, prima di tutto, se i like sono “veri”, cioè di utenti che una volta iscritti parteciperanno attivamente alla pagina, o almeno se vedano in homepage i post di Essere Laziali Oggi.

Roma discoteche Marika 1

Adesso loro, che hanno un ufficio di comunicazione e marketing a Roma, mi spiegano perché dovremmo dargli questi 25 euro per un servizio che non gli abbiamo chiesto e che, pur volendo, lo troveremmo a prezzi modici.

Roma discoteche Marika 2

Non truccano niente, danno la possibilità anche a chi ha meno possibilità.
Costando cinque volte l’offerta del mercato di internet.
Tralasciando che probabilmente gli unici che pompano le proprie pagine in questa maniera sono quelli che ne hanno le possibilità economiche, per cui si viene a creare solamente più divario tra l’iniziativa spontanea di un singolo e qualcuno che ha dietro una struttura comunicativa specifica.
Prendete un’artista italiano di vecchia data che come apre la sua pagina raggiunge subito migliaia di like anche se la sua fan-base è fatta di persone che non sanno neanche accendere un computer.
Per Discoteche Roma, inoltre, non c’entra la qualità del prodotto. E probabilmente in questo modo perderà definitivamente importanza.
E’ la società dell’apparenza.
E i p.r. romani, gli organizzatori di eventi, questi personaggi che ruotano attorno al mondo della vita notturna della capitale ne sono il manifesto culturale vivente.

Riflessioni personali a parte, visto che lui offre una vetrina migliore e più accattivante, con 2000 like, perché non dovrei acquistare la più economica vetrina da 5000?

Roma discoteche 2

Dopo questi messaggi non più ricevuto alcuna risposta.

Mi chiedo però perché prima mi dice di non essersi mai imbattuto in una offerta da 5000, per poi dire successivamente che Fiverr lo conosce bene, e inizia a insinuare presunti problemi che questo creerebbe, senza giustificare tali affermazioni.
Mi voglia scusare il dottor Discoteche Roma, ma con le insinuazioni non convinci il cliente che la tua offerta sia migliore. Se proponi il quintuplo del prezzo devi avere delle motivazioni incrollabili.
Soprattutto, quali problemi dovrebbero o potrebbero dare dei like finti?
Sono comunque lo stesso prodotto che mi stai offrendo tu.
Penso sia molto difficile che possa assicurarmi la solidità dei tuoi like finti rispetto a quelli di Fiverr.

Anche quella frase sui soli 15 fan della pagina non è molto gentile, nei confronti di un cliente.
Se anche stessi cercando di abbassare il prezzo, non è il modo migliore per iniziare una contrattazione.
Rappresenti un ufficio di marketing e non riesci neanche a mettere sul piatto qualcosa di più che l’affidabilità di una pratica illegale?
Non mi sembra un atteggiamento molto professionale.

Quindi, se state mettendo su un’agenzia di marketing e comunicazione assicuratevi del fatto che chi vi rappresenta sia capace ad intrattenere rapporti con pubblico e potenziali clienti.
E se venite abbordati per comprare like finti su Facebook, cercate di capire quali siano i reali prezzi di mercato, prima di accettare le offerte (per quanto accattivanti possano risultare).

Se vi dicono che sono i più convenienti in Italia, state tranquilli e cercate all’estero. L’importazione online è gratuita, e dista solo un click.

Ah, i like presi su Fiverr – non vi dirò mai la pagina in cui sono stati utilizzati – funzionano alla grande.

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