Viaggio ai confini del complotto.

Uno dei maggiori trend dell’utente social italiano (ma non solo) è quello del complottismo.
Gruppi e pagine crescono e fioriscono quasi quotidianamente. Alcune di queste stanno diventando dei veri e propri punti di riferimento per la comunità di utenti dediti alla “conoscenza alternativa”.

Per fare un piccolo sunto delle caratteristiche portanti delle teorie del complotto, utilizzerò degli appunti raccolti in un seminario sugli anni di piombo e la storia del terrorismo italiano (ai quali le teorie del complotto contemporanee ancora si collegano) del professor Nanni Ceci.

Le teorie del complotto sono contraddistinte da:

  • Una concezione ottimistica della conoscenza e della conseguente certezza di poter conoscere la verità assoluta.
  • Un desiderio straordinario di smascherare le forze oscure che agiscono dietro la “scena politica” e di svelare i poteri invisibili e le realtà nascoste, gli unici poteri e realtà che davvero contano.
  • La volontà di andare oltre quella che viene concepita come realtà ufficiale, come storiografia istituzionale ufficiale o tradizionale.
  • La propensione ad assumere lo schema retorico del pamphlet, volto a dimostrare la realtà intrinseca di una tesi come verità fattuale ed oggettiva, una verità distillata da un tessuto di prove e di reali o presunte verità giudiziarie.
  • La tendenza a giustificare l’assenza di prove di un complotto come la prova migliore dell’esistenza del complotto stesso.

Questo è quello che andremo a verificare passo passo in questo viaggio ai confini del complotto.

Parte prima: i fondamenti reali del discorso.

Non è difficile mettere in rete una notizia di complotto, dal momento in cui i presupposti logici che dovrebbero essere alla base del nostro discorso non interessano agli utenti che fanno parte di questi gruppi.

Appena usciti i risultati del referendum indipendentista in Scozia, ho postato su due gruppi diversi, con due diversi profili, questa foto che partiva da un presupposto sbagliato: cioè che i sondaggi dessero in vantaggio i “sì“, mentre anche quelli della rete (tranne quelli fatti su questi gruppi, che non hanno alcun senso non essendo gruppi frequentati da scozzesi) davano il “no” come risultato vincente.

william wallace

In questo caso abbiamo sia una volontà di conoscere la verità assoluta, sia quella di smascherare le forze oscure che si muovono dietro a queste verità.
Cosa importa che il presupposto sia sbagliato, se quello che ci interessa è solamente affermare che il Nuovo Ordine Mondiale sta dimostrando per l’ennesima volta che il parere del popolo non conta nulla?
Dire che “il voto è stato influenzato dai media inglesi” può essere ragionevole.
Dire che il NWO ha di nuovo usato la sua scure per tagliare le speranze del popolo è un’affermazione forte. Ma non se rientra in un quadro generale che hanno in testa questi utenti.
Per questo la didascalia della foto è molto importante: in un gruppo in cui si sostiene regolarmente che i reali del casato di Inghilterra fanno parte di una stirpe di rettiliani che comandano il mondo da sempre, basta scrivere:

Vi ricordate cosa dicevamo in questo gruppo sulla guaritrice amica di Lady Diana? e pensate veramente che i rettiliani avrebbero permesso di mollare la nazione che gli fornisce l’85% del petrolio utilizzato in Inghilterra?
Oggi è un giorno di lutto per l’Europa, oggi il potere ha vinto di nuovo.

Di lì a poco 93 commenti, e una cinquantina di like (sempre molto difficili da quantificare, considerando che alcuni li metto io con scadenza regolare con i miei vari profili per dare visibilità al post finché questo non decolla) di cui vi lascio un piccolo estratto con i commenti più divertenti. Ovviamente in questo thread l’unica persona che cercava di rispondere con argomentazioni razionali è stato additato come troll ed “emarginato” dagli altri utenti.

commenti a wallace su teoria compplotto

Lo stesso post, linkato da Marika su un altro gruppo ed oggi cancellato, ha dato in frutto uno dei filoni principali interni al complottismo, ovvero quello della scienza di confine. Il popolo avrebbe tutte le energie ed i mezzi per vivere senza potenti, addirittura per ribellarsi al potente con armi potentissime fatte in casa.
Purtroppo il post è stato rimosso e non posso linkarlo, ma i commenti sono salvati, cerco di tenere solo la conversione con Carlred Cal per snellire la lettura.

Carlred Cal

Notate come Carlred, che purtroppo non è un troll (e se lo è chapeau), punti tutto il suo discorso sull’ignoranza altrui, senza rispondere mai realmente alle domande, credendo di mantenere un fascinoso mistero.

Carlred Cal2

Carlred Cal3

Alla fine del discorso Carlred non solo non aveva la soluzione per fare la guerra del futuro con le armi costruite in casa, ma questi deliri gli sono costati anche il ban dal gruppo per essere andato oltremodo offtopic laddove si parlava del referendum in Scozia.

Perchè in realtà quello che interessa non è nemmeno l’argomento, figuriamoci i presupposti. L’attenzione è concentrata su tutte quelle cose che alimentano il fascino della fantasia, e purtroppo fantasia e realtà empirica non vanno molto d’accordo.

Peccato, neanche stavolta avrò un Cannone di Tesla alla Fallout con cui uscire in strada a fare scorribande.

Parte Seconda: l’interesse reale a conoscere la verità.

Mi sono chiesto, dopo tutto ciò, se queste persone che cercano quotidianamente di smascherare le bugie della stampa ufficiale e della storiografia tradizionale abbiano un senso di ricerca della verità più sviluppato di noi comuni mortali che non riusciamo a vedere oltre ciò che ci viene propinato dal sistema.

Ve lo dico subito: la risposta è no.

Gira da tempo una strana foto postata originariamente (o almeno a questa sono riuscito a risalire) dalla pagina intitolata “Aprite gli occhi

Società Malata

La foto è evidentemente un falso.
Innanzitutto perché con tutti i nomi censurati, senza un link né niente di simile, non è possibile falsificarla.
Secondo, perché le sbordature azzurrine mal cancellate con paint intorno a “mi piace” e “commenta” dello status in alto rivelano la mano di un falsario molto grezzo. Dopo aver commentato sul link originale di Aprite gli occhi con Marika e non aver ricevuto nessun commento (nonostante alcuni abbiano commentato dopo, scandalizzati dal contenuto della foto), ho deciso di postare la foto con gli status invertiti sul gruppo La teoria del complotto, dove già era stata condivisa plurime volte i giorni precedenti, dove quindi non c’era bisogno di aggiungere alcuna didascalia.

fake

commenti a fake su teoria del complotto

La foto linkata era semplicemente un mix di uno status inventato che recitava “Sono un rettile, adoro mangiare roditori e sibilare con la lingua biforcuta” e commenti like e condivisioni presi da un articolo a caso di Repubblica.it montati insieme in pochi minuti.
Ma non importa: pur di fermare chi spruzza le scie chimiche vanno bene pure i fake.

commenti a fake su teoria del complotto2

Nessuna risposta.
Anche cercando di creare una certa empatia con loro, facendosi sentire vicini all’argomento “sistema”, non si arriva a convincerli. Perché questo che ora lui definisce troll, poiché si inventa le cose e quindi non un contro-informatore, è per tutti i gruppi e pagine simili – costituite da utenti che non riescono a capire che la foto è un falso – un contro-informatore.
Quindi ben vengano i troll, quando tirano l’acqua al nostro mulino.
E comunque io sì, “da una cazzata del genere cestinerei tutto il resto“, in quanto non falsificabile, che a Popper un po’ gli voglio bene. Ma vaglielo a spiegare chi è Popper.

Il principio di falsificabilità è quanto di più lontano dall’ultimo attributo elencato ad inizio post sulle teorie del complotto: cioè che il fatto che non ve ne siano prove sia la prova che il complotto esiste. Utilizzando il principio di falsificabilità dovremmo abbandonare la gran parte delle teorie cospirative.

A riguardo vi consiglio anche questo post sull’Overland Express per cui ho già preso il ban con 3 profili per cercare di avere una risposta che non fossero solo allusioni alla “ci puoi arrivare da te se fai 2 + 2”.

Parte terza: gli anticomplottisti.

Una delle problematiche più grandi all’interno del filone complottistico della rete è il rapporto tra i complottisti e gli anticomplottisti.

Si ritorna al discorso già affrontato della divisione tra gruppi sociali a cui Facebook tende a portare e all’ormai continuamente abusato concetto di troll=utente che insulta su internet solamente per gusto sadico di farlo.

Pochi giorni dopo l’undici settembre, stimolato dai continui input ricevuti da questi gruppi sul famigerato attentato (quest’anno gli ebrei non sono stati molto di moda rispetto agli anni precedenti, scansati dai suddetti rettili) e dal fiume di post sull’ISIS/creatura occidentale, ho cercato di creare il mio piccolo complotto con un post quanto mai stupido, che speravo risultasse divertente agli occhi degli anticomplottisti.

this is england

Nonostante l’indirizzo di questo blog messo sulla foto (così come era nella precedente foto di William Wallace) le reazioni non sono state molto gradevoli, eppure l’indirizzo viene messo appositamente per dire a quei pochi che non credono nei complotti di non smascherare il tranello, ma purtroppo sbaglio quando penso che questi ultimi, prima di aprire bocca, si informino veramente (del resto capita a tutti di rispondere di getto)

commenti a this is it

Il confronto non esiste più, la voglia di provare a spiegare perché una cosa può essere sbagliata è molto flebile e si trova solo in alcuni commenti, ed è comunque preceduta da una aggressività che parte – da subito, al primo commento – con esclamazioni blasfeme e inviti al suicidio.
Tanto grande è stato il numero di anticomplottisti arrivati su questo post che è stato addirittura riportato su un gruppo di scherno nei confronti dei complottisti stessi, un gruppo in cui Tranelli e Marika sono stati riportati plurime volte. La rete ha una memoria cortissima.

Parte quarta: le conseguenze.

Ognuno è libero di credere in ciò che vuole.
Ma finire in questo vortice di complotti, allarmismo quotidiano e di sospetto continuo rivolto al prossimo, può far arrivare gli utenti a dire qualsiasi cosa. Vediamolo con un esempio.

Anti islamisti

Quello a sinistra è Anders Breivik, autore dell’attentato al Parlamento di Oslo e della strage sull’isola di Utøya, entrambi avvenuti lo stesso giorno di luglio 2011, provocando 8 morti ad Oslo e 69 sull’isola, tutti tra i 14 e i 16 anni.
Quello a destra è Magdi Cristiano Allam: scrittore, politico e giornalista. Figura quantomeno controversa, ma non paragonabile con la precedente. Le reazioni?

reazioni allam

(per la foto/complotto giudaico di Breivik si ringrazia 4chan, in particolare /pol/, che non è “il forum dei nudi delle celebrità“, né tanto meno “un forum dove condividere opinioni e foto“)

Non so se mi lasciano più stupefatto i commenti sui complotti, o l’apprezzamento alle parole di Marika verso la filosofia di una persona che ha compiuto una strage da sola, a sangue freddo, uccidendo decine di persone a colpi di pistola mentre scappavano a nuoto, solamente perché giovani del partito laburista.

Partendo da questi presupposti, a cosa si può arrivare?
Leggendo la biografia di Breivik, si legge di come fosse una di queste persone che passa le giornate a farsi salire l’odio su internet, frequentando siti ultra-nazionalisti o neonazisti, cibandosi di complotti, razzismo e xenofobia online.

Ma soprattutto dove possiamo arrivare, se tra le persone e le pagine che condividono questo tipo di cose ci sono persone che si candidano alle elezioni europee, definendo il post “bellissimo”? (non è un discorso partitico ma di candidabilità. C’è da dire che da recenti post della signora Pallotto si evince come successivamente si sia allontanata dal MoVimento 5 Stelle)

condivisioni breivik allam

E soprattutto, rivolgendovi una domanda che utilizzano spesso i complottisti per definire chi è che tira i fili del complotto: cui bono? a chi giova questa situazione? chi trae beneficio dal fatto che migliaia di persone quotidianamente passino il loro tempo a parlare di cose che non hanno una base logica?

Probabilmente nessuno, ma se realmente esistono dei burattinai che tirano le fila del mondo, in questo momento stanno ridendo di loro.

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