Il trolling come metodo d’indagine

E’ possibile utilizzare il trolling come metodo d’indagine preliminare per centrare al meglio il target che più ci interessa sui social network?

Su Facebook, la sponsorizzazione di un post di una pagina pubblica che raggiunga tra le 17.000 e le 40000 persone costa intorno ai 50€ giornalieri.
Ci sono gruppi che contengono migliaia di persone nei quali, se si riesce a “tenere in alto” il post, si raggiunge un infinito numero di persone senza alcuna spesa.

Per tenere in alto il post non si intende più scrivere “up” nei commenti, come nel mondo dei forum, ma bensì di ottenere un buon numero di “mi piace” in modo che l’algoritmo lo ritenga un post degno di attenzione.
Con un numero discreto di profili fake è sufficiente mettere like istantaneamente per far evidenziare il post in alto già dal momento della pubblicazione.
Spesso questi gruppi non hanno una tendenza ben definita, anzi: due o più gruppi apparentemente simili possono rivelare nature molto diverse.
Proviamo a vedere un esempio.

Dopo l’annuncio delle probabili dimissioni di Napolitano da Presidente della Repubblica il web è subito andato in fermento.
Questo fermento popolare favorisce notevolmente il trolling, poiché la gran parte degli utenti – soprattutto gli immigrati digitali di fascia 45/70 – sono coinvolti a tal punto da prendere sul serio qualsiasi commento o post trovato online.

Ora, parlando di trolling qui non intendiamo di certo pesonalità sadiche, insulti o cyberbullismo nei confronti di altri utenti, ma quelle trollate che nel gergo degli utenti (nativi digitali, il più delle volte) sono intese come degli inganni fatti solamente per ridere, a scopo goliardico, “per il lol“. Insomma, quelli che qui chiamiamo Tranelli, evitando il cacofonico neologismo e risparmiandoci questo arzigogolo linguistico per cui le trollate e i troll sono due cose completamente distinte. Il che dovrebbe far riflettere tutti quei giornalisti della rete che scrivono i loro articoli su troll e trolling riprendendo da mesi lo stesso studio canadese sulla personalità deviata e non capendo in realtà di cosa stanno parlando.

Tralasciando sterili polemiche linguistiche, questo è un piccolo esempio di tranello in un periodo di fervore popolare  (rimosso dopo meno di due ore dagli amministratori del gruppo)

travaglio grazie

371 commenti in un’ora, per fare un semplice “gioco” – in stile serioso – in cui si possono votare Indro Montanelli, scomparso nel luglio 2001, e Luciano Liboni, detto il lupo, criminale di lunga data ucciso dai carabinieri al Circo Massimo di Roma dopo giorni di latitanza e conflitti a fuoco con le forze dell’ordine.

Questo post è apparso nel gruppo “Marco Travaglio, grazie!“, la stessa foto è apparsa su “MARCO TRAVAGLIO & PETER GOMEZ” e “Ecco la vera denuncia contro i politici“.
Tutte le foto che vedrete in questo articolo sono state postate su questi tre gruppi, che non sono pubblici, quindi i nomi dei commentatori, questa volta, saranno cancellati.

Le figure di Liboni e Montanelli sono ovviamente rivelatrici del tranello, ma non solo.
Se noi intendiamo utilizzare il trolling come metodo d’indagine, questo ci permette di farci un’idea sul livello di cultura del gruppo, ed in secondo luogo su quanto gli utenti siano già fidelizzati alla loro idea.
Una persona che ha già deciso di volere uno tra Rodotà o Imposimato come presidente non farà neanche caso alle altre figure nella foto. Così come chi vorrebbe nuovamente Pertini presidenti, se vengono proposti altri 8 politici del passato voterà comunque Pertini.

L’indagine risulta comunque interessante.
Sul gruppo dedicato a Marco Travaglio – e che conta ad oggi 22.485 iscritti – il giornalista torinese risulterebbe solo quarto, raccogliendo 45 voti, in una classifica guidata da Gino Strada (64), seguito da Rodotà (62) e Imposimato (56). Seguono la Gabanelli (23) Fo (14) e Montanelli (1 – sic!). Liboni non prende voti, ma per 6 utenti che si chiedono chi sia, solamente due danno la risposta rivelando la natura troll del post, ma non vengono assolutamente calcolati dalla totalità degli altri utenti.

Trovo molto interessante anche come si possa non conoscere Travaglio, essendo iscritti ad un gruppo a lui dedicato

non conosco il due

 

Nonostante la vittoria di Strada, una corrente simpatizzante di destra esce fuori palesemente in questo gruppo, dove non mancano commenti di questo tipo, lasciandoci dubbiosi sull’area politica “storica” in cui inserire il gruppo  (bisognerebbe poi spiegare che Strada, lavorando sul territorio, lavora con persone che sono comunitarie in casa loro)
strada coinvolto a favore degli immigrati

Nel post sul gruppo “MARCO TRAVAGLIO & PETER GOMEZ” (4898 utenti), che raggiunge 292 commenti (dati parziali, i commenti continuano anche dopo 5 giorni – ma con minore frequenza), è di Rodotà il successo con 55 voti, seguito a ruota da Strada (52) e Imposiato (46). Di nuovo quarto Travaglio con 39 voti, la Gabanelli prende 10 voti e Fo 7. Solo tre persone si chiedono chi sia Liboni, mentre non manca il voto a Montanelli.

A differenza del precedente gruppo però, molti si insultano e litigano – soprattutto sull’utilità di un meme del genere.
Tanti dicono che Travaglio purtroppo è giovane per fare il Presidente (quando in realtà ha appena compiuto 50 anni, età minima per l’eleggibilità), finché qualcuno – in preda alla cosiddetta agitazione da capslock –  spiega che Travaglio sarebbe eleggibile, ma sbaglia di 10 anni l’età (noi speriamo nell’errore di battitura).

 travaglio 60 anni

In entrambi i gruppi gli utenti si crucciano di non avere la possibilità di votare Mujica, presidente uruguaiano.

Nel gruppo “Ecco la vera denuncia ai partiti” (9765 iscritti), in 150 commenti ci sono pochissimi voti, ma gli utenti si concentrano sulla voglia di rinnovamento e sul bisogno di volti nuovi, slegati dalle logiche di sistema (compresa l’età eleggibile) e soprattutto dai poteri forti.

gino strada massoni

I pochi votanti di questo gruppo eleggono Imposimato (17) seguito da Strada (12) mentre Gabanelli e Rodotà insieme a 7, Fo e Travaglio a 2.
Questo gruppo sembra perfetto per pubblicizzare una teoria cospirativa più che un discorso politico vero e proprio.

Liboni e Montanelli è come se non esistessero in questa foto. Quello che conta qui è che sono tutti Massoni.

Per i più curiosi, in totale Strada prende 128 voti, Rodotà 124, Imposimato 119, Travaglio solamente 86 nonostante “giocasse in casa”.

Per avere conferma ulteriore del risultato proviamo a postare una variazione sul tema, in tutti e tre i gruppi.

presidenti morti

La variazione sul tema ci permette di fare una scrematura sulle “basi ideologiche” degli utenti. Ovvero sulla loro tendenza politica a prescindere dal momento attuale.

In “Marco Travaglio, grazie!” De Gasperi batte Mussolini di un solo voto, 41 contro 40. Seguono Togliatti con 28, Mazzini con 27, Almirante con 21, Giolitti 6, Craxi 5 e Andreotti 1.

In “MARCO TRAVAGLIO E PETER GOMEZ” il meme non piace, e in 46 commenti solamente 8 utenti votano. 7 per Mazzini e uno per De Gasperi.
Questo sembra essere il gruppo più serio dei tre – quantomeno quello in cui gli utenti non hanno voglia di “giocare” – e nonostante le scarse attenzioni date a Liboni nel post precedente, in molti protestano per quel “Bobo”, ricordando che Craxi padre si chiamava Bettino.

In “Ecco la vera denuncia ai partiti” la risposta sulla polarizzazione politica del gruppo è secca e non lascia dubbi: Mussolini primo con 25 voti, Almirante secondo con 11 voti, Mazzini terzo con 6. Tre voti per De Gasperi, uno per Giolitti. Nessuno per gli altri.

Il giorno dopo abbiamo provato a ripetere lo stesso gioco con personaggi al di fuori della politica, cercando di inserire vip di tendenza nel mondo social, e l’effetto è stato assolutamente diverso da quelli precedenti. Nonostante i molti commenti ci sono stati pochi voti, ma tanti insulti.

idolo dei social

Per i curiosi vince l’intramontabile Gianni Morandi, di cui ho scritto di recente qui su Tranelli.

Fortunatamente troviamo anche qualcuno abbastanza sveglio da capire, dopo due giorni, le intenzioni di Marika

 mauro castellino

Mentre qualcun’altro, forse involontariamente, ci strappa una risata

fiumara

Su “Ecco la vera denuncia ai partiti” invece il filone cospirazionista continua a regnare incontrastato, ma al riguardo speriamo che abbiate avuto il piacere di leggere il viaggio ai confini del complotto, qui su Tranelli.

pausini satanista

Vincitore assoluto dei sondaggi è comunque Sandro Pertini, centinaia di commenti in suo favore, in molti casi tantissimi utenti che si chiedevano perché non fosse stato menzionato nonostante la didascalia della foto lo spiegasse chiaramente, dimostrando ancora che i social vengono vissuti in maniera impulsiva, istintiva, i commenti vengono lasciati con foga e questo non permette di soffermarsi neanche a leggere due righe che accompagnano la foto.

Volendo fare delle indagini sulla risposta dei cittadini possiamo quindi orientarci grazie ad esperimenti simili, attuabili in ogni campo. Pensate come un partito politico potrebbe iniziare ad indagare sui candidati da proporre alla sua base senza il rischio di linciaggio mediatico. Ma pensate soprattutto allo scopo pubblicitario. I post delle pagine pubbliche, quando non vengono sponsorizzati, raggiungono una minima parte dei fan della pagina. Gli utenti di un gruppo invece, quelli assidui, sono soliti leggere e commentare qualsiasi link venga postato. E stiamo parlando di gruppi con migliaia di persone nei quali, riuscendo ad individuare la tendenza generale, avremo la possibilità di farci pubblicità gratuitamente e soprattutto di rendere virale un prodotto, che gli utenti condividono spontaneamente come vengono condivise quotidianamente milioni di foto “simpatiche”.
Inoltre, a differenza dei post sulle pagine pubbliche, la longevità e la durata in alto di un post è notevolmente più elevata: i commenti a questi post continuano dopo 5 giorni – un tempo decisamente lungo per la velocità di informazione a cui ci ha abituato la creatura di Zuckerberg.

Purtroppo le condivisioni dei meme qui riportati non sono contate nei gruppi come invece accade per le pagine, ma ce ne sono state a decine, e stiamo parlando di un semplice “gioco”.

Pensate da una semplice trollata quante cose posso sapere ora su questi gruppi.
Per la prossima trollata, o per la condivisione di un post del mio blog, o per un discorso politico, sociale, cospirativo, so benissimo su quale gruppo concentrare la mia attenzione.
Se per esempio avessi un prodotto da vendere – una indagine simile potrebbe essere utilizzata su gruppi ancora più popolati e aiuterebbe a stabilire il target per creare una clientela fidelizzata, laddove gli utenti risultino più malleabili e più aperti all’idea e più disponibili ad accettare una pubblicità – per quanto mascherata – senza bollarla come spam.
Così come svolgendo la stessa attività sul piano sociale si potrebbe entrare in quei gruppi in stile “sei di <nome di quartiere> se…” e capire se è il caso di installare in quel posto un centro per gli immigrati, evitando dal principio situazioni come quelle che si sono create in questi giorni a Roma in zona Tor Sapienza.
Certo sarebbero comunque indagini preliminari, ma aiuterebbero ad avere un’idea di partenza e una scrematura di base senza il minimo sforzo.

Piccola curiosità: lo sapevate che cliccando su “opzioni” potete girare la foto che avete postato in qualsiasi momento?

ha vinto mussolini

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