Guida per generare un complotto da casa.

Ogni giorno sulla rete ci si può imbattere in un complotto diverso.
Spesso legati da un filo comune – massoneria, nuovo ordine mondiale, case farmaceutiche e multinazionali –  e ricchi di elementi intriganti, i complotti sono uno dei maggiori aggregatori dei social italiani e uno tra i principali portatori di click per piattaforme online e gestori di siti.
Una vera e propria autostrada del traffico di dati virtuale, se si pensa che al numero di appassionati bisogna aggiungere quasi altrettanti debunker, utenti che vogliono “sfatare il mito” e seguono ogni giorno le vicende.

Prima di iniziare a costruire il vostro complotto, facciamo un resoconto sul materiale necessario:

  1. una connessione internet
  2. un software di grafica semplice
  3. un’idea
  4. conoscenza minima del mondo dei complotti (non necessaria se la qualità dell’idea è alta)

Aiuteremo la guida con un meme messo in rete subito dopo la morte di Pino Daniele.

STEP 1 – La genesi del Complotto

Per far nascere il miglior complotto possibile, è fondamentale avere timing sul trend della rete.
Carpe diem! Quando il fatto accade dovete pensare più velocemente della rete e, dopo aver partorito l’idea di base, trovare più collegamenti possibili che possano stuzzicare l’attenzione e la curiosità dell’utente che andrà a leggere. Nel caso del meme su Mango e Pino Daniele siamo stati molto fortunati: il 5 gennaio era uno spento giorno di fine festività nell’internet italiano, se fosse successo due giorni dopo la viralità sarebbe stata letteralmente soppressa dall’attentato a Charlie Ebdo.

Se un grande della musica come Pino Daniele viene a mancare pochi giorni dopo Pino Mango, possiamo accostare i due non solo per la professione, ma anche per il nome Pino, l’albero pino, l’albero pino e l’albero mango, per poi trovare quanti più personaggi pubblici facenti lo stesso mestiere che possano proseguire la catena.

La realizzazione del meme deve essere rapida e veloce, non pensate che un’immagine creata con Photoshop e curata al minimo dettaglio sia più efficace di una immagine creata con Paint.
Chi segue questo blog ha avuto modo di vedere che, soprattutto agli occhi di un immigrato digitale, la realizzazione perfetta sembra una comunicazione top-down, creata da una figura professionale – qualcuno direbbe un professorone servo del sistema – mentre una immagine più rudimentale è sicuramente il frutto di una produzione bottom-up (se non bottom-bottom) creata da un utente qualunque nel quale è più facile riconoscersi.
Questo è il motivo per cui Povia usa il Comic Sans per i suoi meme complottisti di successo.
Non dimenticatevi di rendere il complotto leggermente grottesco, che un pizzico di umorismo è il sale del trolling che piace a noi. Se volete potete sempre firmare il meme in qualche modo.
Questo è stato il risultato del nostro esperimento.

cosa vogliono dirci

STEP 2 – DIFFUSIONE DEL COMPLOTTO

La diffusione del meme deve essere mirata ad un target specifico: sarebbe inutile postare questo meme su gruppi o pagine inadeguate, ad esempio riguardanti le scie chimiche. Sceglieremo quindi gruppi in cui il simbolismo (nomi, alberi, numeri, oggetti, fiori) è la legenda con cui leggere la realtà proposta ogni giorno dai media.

Lo spamming non deve essere esagerato, e soprattutto cercate di farlo con lo stesso profilo utilizzando parole diverse, in modo da non sembrare un bot che utilizza fake per postare spam nelle pagine.

Da questo momento in poi sperate nelle buone condivisioni, cioè nelle condivisioni di quelle pagine o di quegli utenti che, in questo non più tanto piccolo mondo, sono opinion leader o gestori di siti di genere con un proprio pubblico affezionato. Solo una volta condivisi da questi, il meme raggiunge picchi di viralità interessanti, come se questo garantisse genuinità al lettore.

STEP 3 – L’EVOLUZIONE DEL MEME

Per una adeguata crescita del complotto bisogna prestare continua attenzione al meme anche dopo averlo postato. Andate a leggere cosa se ne dice nei commenti alle condivisioni pubbliche. Fiumi di debunker arriveranno a controbattere tutte le tesi proposte dal nostro complotto. Dovrete pensare in anticipo a come rispondere alle critiche. Per fortuna la rete garantisce un intero archivio di documenti – originali o falsi – per sostenere qualsiasi argomentazione. Fatevi vedere fermi, informati sui fatti, non insultate, non rispondete agli insulti, date al vostro pubblico l’impressione di credere davvero nella vostra idea e di difenderla di fronte agli addormentati.

Continuate a cercare fili, collegamenti, fate crescere la leggenda. Ringrazio l’amico che mi ha dato l’intuizione della sequenzialità delle date di nascita che vedete nell’esempio.

Mango Daniele Data di nascita

Solo così, quando gli opinion leader di cui sopra diffonderanno la vostra creatura, l’idea arriverà già fortificata rispetto al meme di partenza.

Giuseppe caputo età Pino Daniele Mango

Le condivisioni da questa pagina sono arrivate a più di 50 in una giornata, le quali hanno dato vita ad un’altra serie di condivisioni, portando la questione fin sui gruppi anti-complottari, con una viralità in progressiva crescita fino alla rimozione del contenuto.
Rimozione avvenuta probabilmente dopo la pubblicazione, con rivelazione del contenuto e della sua origine – cioè questo blog – su next quotidiano, articolo che è però stato condiviso altre 250 volte.

CONCLUSIONE

Se è vero che l’unica cosa che conta nelle rete è il traffico, da cui deriva la pubblicità, fonte di ricavi per i grandi provider – come sostiene Duccio Facchini nel suo Troll Inc., edito da Altraeconomia a fine 2014 – allora questa è una delle fette più importanti del mercato.
Perché se è vero che internet è una finta democrazia dove il fabbisogno di click portatori di soldi giustifica la libertà di insulto dei troll che si accaniscono nei commenti ad ogni articolo, è anche vero che gli argomenti di cronaca e politica sono quantomeno limitati in base alla realtà politica e sociale del momento.
Al contrario il mondo dei complotti, il mondo dei meme in comic sans e delle infografiche fatte in casa, è un mondo infinito.
E’ un mondo dove alla creatività e alla fruibilità si aggiunge non il gusto, che può essere personale, soggettivo e quindi limitante, ma l’intrigo, che stimola la curiosità e mette la pulce nell’orecchio soprattutto agli immigrati digitali che credono internet una finestra sul mondo reale.
La curiosità è un istinto ancestrale, è una forza non visibile ma spesso irrefrenabile. Basta pensare che per millenni è stata utilizzata come espediente narrativo per giustificare la cacciata dell’essere umano dall’Eden.
La curiosità si paga, dice un detto delle mie parti.
La curiosità paga, mi viene da pensare riguardando i numeri raggiunti dalle statistiche di questo blog nei giorni di viralità del meme. E senza che sul blog fosse stato postato alcunché.

tranelli stats

Quindi, se da una parte dovete prendere con le molle quello che trovate su internet, dall’altra potrete capire che internet siete anche voi: potete essere voi a generare i contenuti originali (oc), voi che potete creare, fare e disfare, voi a decidere di cosa volete o potete parlare oggi, e perché.

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