Avere dei fan oggi – il rischio della fidelizzazione dell’utente.

Qualche tempo fa ho creato il profilo falso di una suora.
E’ un fatto deprecabile, lo so.
Necessario però a capire come – soprattutto in quelle pagine dove tutti gli altri profili erano stati bannati – venissero recepite parole simili scritte da una donna, che è già un fattore discriminante in sé, e per di più una donna di Chiesa.
Poi un giorno, trovata una foto di Gianni Morandi vestito da nazista che rideva sulla tomba di Anna Frank (INTERNETZ!!!!) ho pensato di postarla sulla pagina del suddetto che proprio quel giorno aveva postato una scena di “In ginocchio da te” vestito da militare, in un commento in cui la distanza tra foto linkata e parole scritte doveva essere più netta possibile.

morandi suora

Una foto che avrebbe portato una marea di segnalazioni a qualsiasi altro profilo, probabilmente anche al ban definitivo del profilo. Ma… ehi ragazzi, è una suora a parlare!

suor sofia di nettuno e gianni morandi

E fino a qui tutto bene. Quello che volevo dimostrare era stato dimostrato, anche se in un ambiente virtuale completamente diverso da quelli che mi ero immaginato alla creazione del profilo. Poi all’improvviso è intervenuta una signora con un commento inaspettato

patrizia moraccini suor sofia

La signora Patrizia non è nuova a chi frequenta la pagina di Morandi. Insieme ad altre signore svolge una funzione di moderazione autogestita della pagina del cantante. Queste signore vanno a caccia di commenti fake, di troll, inveendo contro chiunque lasci commenti sgraditi. Spesso però le si può vedere prendere dei granchi, come quando Gianni parla del freddo e un ragazzo risponde con un modo di dire e loro… augurano la morte.

palumbo morandi

Ma la particolarità di queste fan è che spesso si accaniscono – senza fare domande né cercare informazioni maggiori sull’interlocutore – laddove invece Morandi risponde gentilmente e con garbo.

Carla Mantini Morandi

Eppure il profilo della signora Carla non lascia alcun dubbio di genuinità, perché quindi lasciare spazio a commenti da cyberbulle?
Quale meccanismo le porta a difendere ciecamente il loro beniamino? Ma soprattutto, questo atteggiamento sempre violento non rischia di far perdere fan a Gianni Morandi?

Sono andato a informarmi un po’ sullo stalking nei confronti degli uomini, scoprendo che è un fenomeno che ha colpito attori del calibro di Mel Gibson e Alec Baldwin.

A riguardo, un ex profiler dell’FBI, Clint Van Zandt, pare abbia detto “Celebrities today are exposed more, on social media and in an array of media outlets. Every celebrity Facebook and Twitter post removes a layer of safety and gives a stalker more opportunity to feel some connection with a celebrity.

Nello stesso articolo ho trovato la dichiarazione di Benita Roth, professoressa di sociologia presso l’università di Binghamton, New York: “Celebrity media has become so intrusive that celebrities have little privacy any more, making stalkers feel closer to the stars, and reality TV has devalued celebrity, making everyone feel that they are just a step from stardom and all they lack is a camera pointing at them.

Così, per testare le reazioni di queste fan scatenate senza però ledere la persona di ognuno ho scritto un commento a Morandi, chiedendo esplicitamente ma senza taggare nessuno, sapendo che tanto quel commento sarebbe stato monitorato come tutte le altre migliaia di commenti rilasciati ogni giorni sulla pagina artistica italiana probabilmente più seguita al momento. Purtroppo non ho avuto nessuna risposta da Morandi, ma queste reazioni da parte delle sue fan:

Gianni Morandi post mio1

In realtà cosa rodesse non me lo spiego neanche io, visto che le uniche a farsi rodere sono state loro.
La curiosità diventa complotto e/o rodimento per mancate soddisfazioni personali, perché il nostro idolo è perfetto e se qualcuno scrive qualcosa di diverso – e non la solita frase smielata, nostalgica, o in cui scrive che si opera/compie gli anni/gli nasce un figlio – è un invidioso, troll, sabotatore. Come se quando uno scrive che si muore di freddo sta per forza augurando la morte al gestore della pagina. Follia.

Col procedere della conversazione inizio a sentirmi come un nero dentro ad un autobus a Grotte Celoni:
gli altri non mi conoscono, non sanno nulla di me, ma solo per il colore della mia pelle, o perché alcuni miei simili sono troll, allora sono troll pure io.

Gianni Morandi post mio2

Dopo, ovviamente, nessuna risposta.

Il nervosismo delle signore nasce da alcuni fattori fondamentali che sono ricorrenti in rete:

  • L’ignoranza. Sia dei pericoli derivanti dallo stalking ai quali Morandi, per quanto genuino, non è immune. Sia dei termini inglesi specifici. Troll Hunter non è un’offesa, è un mestiere (anzi, mi pagasse a me qualcuno per farlo).
  • Il sospetto. E’ una particolarità tutta nostrana questa di vedere sempre il secondo fine dietro una domanda. La curiosità è un fattore demoniaco. La conoscenza è malvagia. Anzi, più argomenti le tue risposte più c’è qualcosa che stai tramando.
  • Il bisogno di esclusività. Morandi è loro possesso, e chiunque non vuole essere fan di Morandi come si deve se ne può andare verso altri lidi. E questo risulta in tantissimi commenti delle signore dove non si permettono gusti personali che vanno oltre Gianni, ma anzi si risulta deludenti al minimo dissenso.

    gianni morandi stella bianca

  • L’idolatria. La vita virtuale del nostro idolo deve essere studiata a memoria come i versetti del Vangelo

    gianni morandi clippini

Tutti questi fattori sono sempre stati presenti nei fan, ma quando ci si sposta sul mondo virtuale dove i vip cedono inevitabilmente ancora un altro pezzo di privacy, un controllo già stretto da parte dei fan si stringe ancora di più.

E si sfocia persino nel cyberbullismo. L’atteggiamento continuamente e sistematicamente aggressivo nei confronti degli altri utenti è probabilmente la situazione più vicina al cyberbullismo in cui mi sia mai trovato su Facebook(e di pagine pubbliche ne ho analizzate a centinaia). Il cyberbullismo è talmente palese che dopo quella diatriba altre fan di Morandi mi hanno contattato per dirmi che la mia polemica nei confronti di quel gruppetto era più che mai giustificata visto che sono state esautorate dal fan club per motivi futili, come le diverse attenzioni ricevute dal Morandi o normali dissensi tra persone, o di persone che hanno smesso di parlarsi per paura di essere cacciate anche loro dal fanclub. Di queste conversazioni non pubblicherò gli screenshot perché sono private e ho deciso di pubblicare solo ciò che è pubblico e visibile a tutti.

La pubblicità degli ambienti virtuali è un problema che gli immigrati digitali non riescono a mandare giù. E quando ci riescono la trattano come trattano i luoghi pubblici delle città italiane. Una specie di latrina a cielo aperto. Quando impareremo che se una pagina ha un milione di fan non ci possono essere 3-4 capi che decidono le linee di pensiero e comportamento per tutti gli altri e che su un milione di persone incontreremo centinaia di utenti pazzi, esaltati, stravaganti, troll o semplicemente ambigui?! Quando prendete la metropolitana alla mattina vi sentite circondati da persone perfettamente normali e in linea con le vostre abitudini comportamentali? Se sì, beati voi.

Questo atteggiamento tra l’altro non porta nessun beneficio al vip che sfrutta i luoghi pubblici di internet. Pensate al pazzesco rilancio che sta avendo la figura di Magalli dopo essere diventata completamente virale su Facebook dove gli utenti più giovani danno vita a veri e propri botta e risposta a suon di lol sul Giancarlo nazionale. Probabilmente per questi personaggi stare al gioco dei giovani, staccati da logiche di fanclub ormai passate, è l’unico modo per continuare a vivere come artisti nel paese. Soprattutto per chi come Morandi fa un ottimo Facebook, esaltato da tutti e che ha avvicinato tanti giovani al suo profilo per la semplicità con cui affronta la quotidianità unita ad una frequenza incredibile di interazioni affettuose con gli utenti, anche con quelli che cercano di prenderlo in giro.

Affettuosità che stride con l’aggressività delle sue fan-guardiane della pagina.

La fidelizzazione dell’utente resta una delle chiavi per il successo di una pagina pubblica, ma bisogna fare molta attenzione a come viene gestita e soprattutto a chi viene lasciata la libertà di interagire con tutti gli altri come se avessero più diritti degli altri. 
Bisogna sapere che di utenti “strani” se ne trovano, ma allo stesso tempo bisogna avere presente che una grossa frangia di giovani tra i 13 e i 30 anni cercano solamente un po’ di svago in rete, che probabilmente solo attraverso questo divertimento si entra veramente nel cuore degli utenti fino a fidelizzarli e realizzare la parte più difficile, quella di spiccare – per visite e interazioni – in un mare di pagine che col passare del tempo tende all’infinito, e nel quale la concorrenza è spietata.

La passionale fidelizzazione di pochi utenti che pensano di comandare – o di contare più degli altri – può allontanare la massa verso lidi più pacifici, meno pedanti, e in cui si è liberi di esprimersi senza rischiare il linciaggio mediatico per una parola fuori posto o, ancora peggio, mal compresa. 

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